Lettori
- Ivan Mattei
- 7 ott 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 31 ago 2023

Mai sentito parlare di un circolo vizioso? O di un gatto che si morde la coda? O di un raccordo anulare?
Come altro definireste il racconto di uno scrittore con protagonista una lettrice o un lettore?
Una lettrice che magari poi leggerà quello stesso racconto di cui lei è inconsapevole protagonista. Un racconto che lo scrittore le ha cucito addosso sulla base di una semplice caratteristica suggerita, o di uno sguardo dato sull'autobus. Un racconto, visti i presupposti, nel quale lei non si riconoscerà minimamente.
E la lettrice scriverà allo scrittore (altra cosa al limite del paradosso), che leggerà la lettera scritta dalla lettrice (sempre più paradossale, ed al limite della cacofonia, dell'allitterazione, e, niente di meno, della ripetizione).
Un racconto che supera la paura del foglio bianco, classica dello scrittore, ma a questo punto, pensandoci bene, anche della lettrice. Significherebbe il vuoto, il nulla. La negazione dello scrittore, dello scritto, della lettrice e della lettura.
Cos'è lo scrittore senza la scrittura e la lettrice senza lettura?
La pagina scritta, al contrario, mette in comunicazione due mondi, attraverso un terzo mondo. Quello del “letto” (participio passato del verbo leggere) o dello “scritto” (participio passato del verbo scrivere), dipende dai punti di vista.
Un terzo mondo, non sociologicamente parlando, che è come un campo neutro, in cui prende forma una vita che sarà comunque diversa per concezione. Che ne sappiamo noi lettori di cosa ha immaginato lo scrittore?
Se una notte d'inverno un lettore si ritrovasse sulle pagine di un libro, senza sapere di essere lui quel personaggio che vaga tra una lettera e l'altra, che volto si darebbe? Si riconoscerebbe in qualche modo? La voce probabilmente sarebbe la sua, ma il volto, il corpo, i movimenti, sarebbero i suoi o quelli di un altro?
Questo è il bello della scrittura/lettura. Si ha a che fare con l'infinita possibilità di mondi alternativi, nei quali solo le azioni sono uguali per tutti, ma non i protagonisti o il significato delle loro azioni.
E allora buona lettura, cari lettori, da parte di uno scrittore.



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