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Alla toilette

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 16 mag 2023
  • Tempo di lettura: 2 min



Ancora una figura di schiena, ancora molto ottocentesca per atmosfera e toni cromatici, per la presenza romantica dei fiori sul tavolino, per la pennellata sfumata che ricorda Renoir, per l’immaginario dell’emiliano Alfredo Protti, non troppo noto ma che merita un qualche riscatto per come ha saputo raccontare la femminilità, morbida e accogliente di inizio Novecento. Il gesto di giocare con i lunghi capelli neri conferisce una dolcezza e un languore di cui, una volta conosciuti, non si riesce più a fare a meno. Così come della gamba accavallata: un gesto quotidiano che è lontano da ogni posa artefatta o compiacimento. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)

“Sei stanca?”, chiese Alfredo vedendo Maria accarezzarsi i capelli.

“No, per niente”, rispose lei facendo indovinare un sorriso dal tono della voce.

Lui si sedette su una poltrona. Si era già tolto la giacca e il farfallino, sbottonando poi il primo bottone della camicia.

“Solo qualche pensiero per la testa”, continuò Maria.

“Qualcosa che posso aiutare a sciogliere?”.

Fu allora che lei girò appena la testa e quel sorriso lo fece vedere.

“Nulla di preoccupante. Mi chiedevo cosa ti avesse potuto attrarre di me per sciogliere il tuo voto di fedeltà a tua moglie. Non mi trovo così bella, in fondo”.

Alfredo si alzò e si avvicinò a lei.

“Non so cosa mi abbia attratto in te, forse tutto. Non ci ho mai riflettuto sul serio. So che mi perdo tra i suoni delle tue parole, che abbracciarti mi dà sensazioni nuove, che sfiorarti come sto facendo ora mette in moto sentimenti mai provati. Sul perché con te sono andato contro i miei princìpi di fedeltà coniugale poi, ne so ancora meno. Non sento di tradire quel voto, o forse me ne convinco per non sentirmi in colpa verso mia moglie e verso di te”.

La mano destra di Alfredo aveva raggiunto lentamente il seno di Maria, la quale lo aveva raggiunto proprio lì con la propria sinistra, trattenendovela.

“Pensiamo a noi?”, chiese Alfredo.

“Perdiamoci in noi”, rispose Maria.

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