Nu dans un intérieur
- Ivan Mattei
- 2 mag 2023
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 16 mag 2023

Pierre Bonnard, uno dei miei preferiti nel raccontare la propria visione del femminile, sceglie un’impostazione grafica da “Giapponismo”, bidimensionale, geometrica, in cui il corpo della donna quasi scompare, nascosto dalle linee verticali della parete e, in virtù di questo camaleontico camuffarsi, occorre uno sguardo più attento per cogliere la modella nuda sulla destra. Il “vedo non vedo”, erotismo mai sbandierato, eleganza mai volgare sono ciò che rende la tela un originale gioiello pittorico. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)
Sylvie era oltre la porta della camera da letto, completamente nuda, ma nascosta agli occhi di Pierre. A lui questo sembrava un chiaro simbolo del punto a cui era arrivata la loro relazione. Non si conoscevano quasi più, nascondendosi l’un l’altra dietro a pareti che limitavano il loro sguardo ormai perso su altro. Avevano appena fatto sesso, ma nessuno dei due aveva raggiunto l’orgasmo pieno che una volta era naturale. Ora si trattava semplicemente di arrivare al compimento di una pratica erotica volta alla soddisfazione di bisogni naturali del corpo, niente di più.
Pierre ricordava quando Sylvie si specchiava davanti a lui, nuda, sudata, soddisfatta, sorridente. E lui la ammirava.
Ora era soltanto un corpo a metà, che andava scomparendo, come il loro rapporto.



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