Amelia
- Ivan Mattei
- 29 set 2023
- Tempo di lettura: 2 min

Il progetto sulla violenza di genere(i) proseguiva con la storia di Amelia, anche lei di Tor Bella Monaca, come il suo amico Antonio, il vecchietto che avete conosciuto nel precedente racconto sul tema.
Amelia ha in sé la forza delle donne, e come tale l'ho immaginata come uno dei mattoni di un ipotetico centro antiviolenza diffuso virtuale composto dalle tante donne che sono riuscite a sopravvivere alle violenze. Un centro in onore di quelle donne che non ce l'hanno fatta perché vengano ricordate.
***
Io sono Amelia.
Vivo e lavoro a Tor Bella Monaca. Vivo per me stessa, vivo per mio figlio, sono morta per mio marito. Sono morta, non come avrebbe voluto lui, ma come ho deciso io. Sono morta per lui e lui è morto per me.
Qualcuno potrebbe pensare che è una storia alla Romeo e Giulietta, di cui mi ha parlato il mio nuovo amico Antonio che ho conosciuto giù al centro antiviolenza. Il nonno che non ho più. La mia storia però non è una storia d’amore, e il finale è lieto.
Lui, perdonate se non ne dico il nome, mi picchiava giorno e notte, a qualunque ora. Per lui era qualcosa di divertente. Non era neanche uno sfogo il suo, e neanche una rivalsa (si dice così, vero?) per qualcosa che ho fatto male o non ho fatto. Per lui era una specie di sport. Si allenava con me.
Ed era molto furbo. Io però ho avuto la forza di denunciarlo. È andato in galera, e a quanto ne so ora c’è qualcuno che si allena su di lui. Però la mia forza è finita tutta lì. Dopo ero completamente esausta e con un figlio da crescere è obbligatorio ritrovare un po’ di forza. Quella forza che ho recuperato grazie al centro. Mi hanno aiutato a ritrovare me stessa, e grazie ad Antonio e ai libri della biblioteca del centro ora oltre alla forza ho scoperto che posso dare anche di più, a me e a mio figlio.
Qualcuno ha avuto il coraggio di eliminare un servizio che per molti è vitale. Evidentemente non hanno la sensibilità per capire queste cose. Evidentemente sono politici come tanti che non guardano al bene comune.
Sappiate che il centro non muore. Sappiate che il centro ha solide mura che non sono soltanto quelle che occupava. Sappiate che il centro siamo noi.





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