Cena intima
- Ivan Mattei
- 22 lug 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Egidio era, a modo suo, un gran romantico. Purtroppo per lui non aveva potuto esprimere questa caratteristica negli ultimi anni, da quando la compagna lo aveva lasciato “perché nun me fai sogna’ nemmeno un po’”.
Il sognare di Rosalba, così si chiamava quella donna con cui aveva convissuto per cinque anni era strettamente legato ai soldi e, conseguentemente, al tenore di vita, per lei troppo basso. Erano entrambi di estrazione medio-bassa, più bassa che media, con una cultura ferma alla scuola media e una vita passata tra i palazzi di Tor Bella Monaca.
Lei avrebbe accettato anche un compagno dedito ad affari poco leciti, “sai quanti ce ne stanno? Pure senza ammazza’ la gente”, e infatti con uno di questi si era messa dopo aver lasciato Egidio. Lui invece aveva un innato senso dell’onestà.
Egidio era un uomo semplice. I suoi sentimenti erano puri, non ambiva a grandi traguardi, è vero, ma quel poco che aveva gli bastava. Si accontentava, nel senso buono del termine, anche perché era cosciente che non poteva aspirare a chissà cosa.
Erano passati una decina di anni da quando lei lo aveva cacciato in malo modo dalla casa che avevano occupato, e lui, quasi alla soglia dei 40 anni, era tornato a vivere dai genitori, accompagnando alla morte prima il padre, poi la madre, giunti serenamente a fine vita dopo circa 80 anni, dei quali 50 vissuti insieme.
Abitava ancora a Tor Bella Monaca Egidio, perché considerava quello il suo mondo, la dimensione a cui apparteneva.
Dopo tanto tempo però aveva conosciuto una donna che lo aveva colpito, letteralmente e metaforicamente.
Era un sabato qualunque. A Egidio piaceva passeggiare per il mercato di via Quaglia, magari senza comprare niente, sfogliando libri che non avrebbe mai letto, anche se avrebbe voluto, e guardando le bancarelle dell’usato. Era fermo a una di queste bancarelle quando Mariella inciampò poco lontano da lui. La sua amica non riuscì a tenerla, e lei riuscì a fare due passi prima di perdere del tutto l’equilibrio e cadere rovinosamente addosso a Egidio, che a sua volta si ritrovò per terra senza capirne il motivo.
Lei aveva occhi marroni vellutati e capelli castani a caschetto, labbra non troppo carnose, ma neanche fini, e un nasino particolare, a patata ma piccolino. Questo notò Egidio. Vide che si era spaventata e, dopo averla aiutata a rialzarsi, la accompagnò al bar a prendere un bicchiere d’acqua.
Fu in questo modo burrascoso che si conobbero.
Lui ritornò la settimana dopo, guardando poco le bancarelle e cercando con lo sguardo Mariella.
Anche Mariella tornò la settimana dopo, con la speranza di poter incontrare quell’uomo dal sorriso dolce e lo sguardo semplice e puro.
Si incontrarono, e parlarono fino all’ora di pranzo passeggiando ben oltre il mercato. Arrivarono sotto casa di Mariella.
“Mamma mi starà aspettando”, si scusò salutandolo.
“Ci vediamo sabato prossimo?”, propose lui.
“Anche prima”, disse lei arrossendo.
E si rividero ben più di una volta. E ci fu un primo bacio, e un secondo, un terzo,… e così via.
Ma Egidio non poteva invitarla fuori a cena, perché i soldi erano quello che erano, e almeno per il primo invito avrebbe voluto pagare lui per entrambi, anche se sapeva che Mariella aveva un piccolo lavoro, e quindi poteva benissimo pagare la sua parte.
Una sera Egidio ebbe un’idea. Prese un barilotto, comprò una griglia e del legno da ardere e si presentò sotto casa di Mariella con tutto l’occorrente per preparare una cena.
Accese il fuoco nel barilotto, ci mise sopra la griglia e sopra questa appoggiò una pentola.
Cucinò una cena per sé e per Mariella.
Mentre apparecchiava un tavolo rimediato da un vicino arrivò la polizia.
“Scusi, lei cosa avrebbe intenzione di fare con questa… roba?”, gli chiese uno dei poliziotti.
Nel frattempo, attirate dalla luce lampeggiante, si erano affacciate tante persone dal palazzo di Mariella. Tra queste anche lei. C’era anche sua madre al terrazzino dell’altra stanza.
“Volevo fare una cena intima con quella bella signora al secondo piano”, rispose Egidio indicando Mariella, che si coprì il viso, e il sorriso, con le mani.
I condomini del palazzo cominciarono a invitare la donna a scendere, ma chi la convinse fu la madre che abbracciandola con un sorriso le disse di scendere da quell’uomo così particolare.
I poliziotti se ne andarono, sorridendo anche loro. Tornarono dopo pochi minuti, quando i due innamorati erano già a tavola, portando una bottiglia di vino e una candela.
“Sennò che cena intima è?”, dissero loro.
“Volete favorire?”, chiese Egidio.
“No, grazie. Siamo in servizio”.
“Aho, ve lo volete dà ‘sto bacio, o no?”, urlò una voce dall’alto del palazzo.
Da lì partì un coro stile matrimonio: BACIO, BACIO, BACIO.
“Hanno ragione, eh…”, disse uno dei poliziotti allargando le braccia.
E bacio fu. Dal palazzo partì un grande applauso. I poliziotti andarono via e il pubblico si ritirò di buon grado, lasciando Egidio e Mariella alla loro cena intima.
Fotografia di Fabio Moscatelli



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