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Crisi - Capitolo 15

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 3 nov 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 8 nov 2023



1 Settembre2012


· Confindustria chiede degli stanziamenti pesanti a favore delle imprese.

· Prosegue la querelle sull’inceneritore di Parma.

· Si preannunciano nuovi licenziamenti.


Quel primo settembre Adelmo si era alzato molto presto, con l’intento di mettere ordine nel foglio di calcolo che troppo aveva trascurato nel periodo in cui era stato male. Aveva fatto colazione subito dopo l’uscita di casa di Marta e si era messo immediatamente al computer.

Doveva aggiornare il foglio con l’ultima rata dell’indennità di disoccupazione.

Ormai c’era poco da inserire, perché le bollette giacevano da un lato accresciute dai solleciti e le spese erano ridotte all’osso, come anche le entrate. Si mangiava il meno possibile, cosa che Marta aveva cercato di sdrammatizzare buttandola sullo scherzo: “Finalmente mi butti giù quelle maniglie dell’amore” gli aveva detto e lui aveva risposto con un sorriso poco sentito.

Si sedette al computer e aprì il foglio di calcolo. Guardò tutti i dati pregressi e vide la sparizione dei risparmi assieme alla diminuzione di soldi spesi e soldi ricevuti. Non aveva inserito mai i soldi spesi per i gratta e vinci.

Aveva appena cominciato a scrivere il 5 dell’ultima rata di indennità quando il computer si spense insieme alla televisione e alla luce che aveva dimenticato accesa in bagno. Andò subito a verificare il salvavita, che però era in ordine. Non poteva essere neanche un blackout, perché sentiva lo stereo dei vicini a tutto volume. Allora scese in pigiama a controllare il contatore principale e trovò alcuni uomini che armeggiavano nella cabina.

Erano della compagnia elettrica e stavano staccando la luce per il mancato pagamento delle ultime bollette.

Senza dire una parola Adelmo rientrò in casa e si sedette davanti al computer.

Per alcuni minuti fissò lo schermo spento, quindi cadde di lato, in preda a una crisi convulsiva.

Non riusciva a controllare il più piccolo muscolo del suo corpo. Sentiva il dolore delle botte date in terra con le braccia, la testa si piegava a destra e a sinistra con una violenza tale che Adelmo aveva paura gli si staccasse da un momento all’altro.

Le lacrime gli uscirono da sole, mentre le scariche diventavano sempre più forti, coinvolgendo tutto il corpo che saltava in aria con un’energia sconosciuta ad Adelmo.

Piano piano si placarono, lasciando Adelmo esanime in terra, senza la forza di poter muovere neanche un dito. Si addormentò sul pavimento, risvegliandosi due ore dopo, poco prima del rientro di Marta. Si alzò, si vestì e scese dal tabaccaio a comprare cinque biglietti da 10€, perché doveva risolvere subito la situazione.


* * *


Dal diario di Marta:

Tornare e trovare tutto spento, per poi scoprire che c’è stato il tanto temuto distacco dell’energia elettrica, non mi ha messo di buonumore. Semmai ci fosse stato bisogno.

Per tutto il giorno Adelmo non ha detto una parola, nonostante, almeno all’inizio, avessi tentato in qualunque modo di tirarlo fuori da questa situazione folle. Pensa che la colpa sia sua, per il fatto che ha perso il lavoro, che non riesce a trovarne un altro, che non può badare alla famiglia. Non so cosa fare per aiutarlo, se non stargli vicino.

Provo ogni tanto a buttarla sullo scherzo, ma sono poco convinta e ancor meno convincente. Anche scrivere a lume di candela non aiuta per niente. Oggi si è fatta ancora viva la riflessione sulla possibilità di un aumento orario e sul prezzo da pagare per averlo. Non ci riesco. Guardo Adelmo accanto a me e non riesco a pensare di tradirlo per qualche ora in più. Spero di poter resistere.

Ora sta tremando, non so se per qualche incubo o per scaricare la tensione nervosa. So solo che vorrei poter fare qualcosa, come abbracciarlo e baciarlo, ma ho paura che ogni mio movimento possa innervosirlo ancora di più. So quanto è discreto e il silenzio che ha tenuto tutto il giorno non è altro che un segno della sua voglia di non lasciare trasparire nessuna emozione. Non vuole farmi capire quanto sta male, o che sta per esplodere, e io ho paura di peggiorare la situazione.

Ho paura. Tanta paura.


Uomo disperato davanti al computer spento


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