Crisi -3
- Ivan Mattei
- 26 set 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Capitolo -3

Dal diario di Marta: 15 giugno 1990
E' passato un anno dal nostro matrimonio. Sapevamo fin da subito che non sarebbe stato semplice costruire anche un'idea di famiglia, e quindi quanto stiamo vivendo non ci sorprende affatto. Ci siamo dati due anni, poi lasceremo i nostri parenti, i nostri amici, la nostra terra e ce ne andremo a cercare fortuna al nord, come fece mio nonno quando se ne andò in America. Chissà se c'è riuscito.
Un anno. Del nostro matrimonio se ne è parlato a lungo in paese. In effetti è stato un matrimonio un po' atipico che ha fatto storcere la bocca anche ai nostri genitori. Quando mai si è visto un matrimonio del sud con meno di 100 invitati? Chi si è mai azzardato a lasciar fuori qualche parente in favore di pochi amici? Ma questi siamo io e Adelmo. Rivoluzionari nel nostro tradizionalismo, orgogliosi fino a pagarci un matrimonio povero di soldi, ma ricco di sinceri affetti. La sera del matrimonio si è avvicinata a noi mia madre dicendo, nel suo italiano molto personale: "C'avevate proprio ragione voi. Meglio poche belle persone che tanti invidiosi che vengono solo per la critica". Anche i genitori di Adelmo sono stati conquistati da quella cerimonia tranquilla (solo gli invitati sono venuti in Chiesa, perché gli altri erano offesi), e da quel pranzo semplice ma ricco al tempo stesso. E ci siamo divertiti veramente tanto.
E adesso è passato un anno, con Adelmo che passa da un lavoro in nero ad un altro, con paghe sempre più basse e orari sempre più lunghi. Io passo il tempo a leggere e a spolverare la mia laurea che sembra essere sempre più inutile con il passare del tempo, anche se so che prima o poi riuscirò ad insegnare, e non solo a dare ripetizioni saltuarie. E se proprio non dovessero migliorare le cose, allora l'anno prossimo si parte per il Nord.



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