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Il mare a Tor Bella

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 28 ott 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Oggi siamo andati dal nonno.

Veramente non mi andava proprio, perché stavo giocando con la Play, però mamma non mi poteva lasciare solo a casa. E poi a nonno faceva piacere vedermi dopo che è stato male (ma adesso sta meglio, eh?).

Però io dal nonno comincio ad annoiarmi, e l’unica cosa che faccio è guardare la tv, se la mamma me lo fa fare, e guardare fuori dalla finestra.


“Se guardi bene, di là si vede il mare”.

“Come, nonno?”

“Sì, proprio da quella finestra, mettiti in punta di piedi e guarda attraverso quei palazzoni che rovinano l’orizzonte. Prova a guardare in mezzo e se fai attenzione lo vedi quel filo di mare”.

“Nonno, guarda che siamo a Tor Bella Monaca. Qui non c’è il mare”.

“Ah, non stare a sentire la mamma che ti dice che il mare è lontano chilometri e che qui siamo in periferia. Lei non ha preso da me, ma dalla nonna. Le amo da morire, ma non sanno cosa sia sognare”.

Paesaggio urbano


Io ho fatto finta di niente e per farlo contento mi sono messo in punta di piedi, ma davanti a noi c’erano solo le torri, e niente altro. Però non mi andava di prenderlo in giro per farlo contento.


“Vieni qui, vicino a me. Poi guarda davanti a noi e dimmi cosa vedi”.

Bambino seduto vicino al nonno sdraiato a letto



Mi sono sdraiato sul lettone vicino a nonno e ho guardato lo specchio dell’armadio davanti a noi. Mi sono ricordato di quando mi ci mettevo davanti a fare le facce strane. Dentro c’eravamo noi sdraiati sul letto.

“Guardalo fisso, e adesso sogna. Guarda come cambiano questi vecchi mobili.

Qui sono vecchi, ma dentro lo specchio diventano nuovi, moderni, chiari. Quasi quasi vedo i miei capelli tornare, e addirittura neri come tanto tempo fa. Riesci a vederli anche tu?”

Non ho riposto, sempre per non prenderlo in giro. Però una cosa strana è successa. I mobili erano sempre gli stessi, vecchi, marroni, pesanti, ma il nonno sembrava trasformarsi e diventava quello della fotografia che sta sul mobile. Ho aperto e chiuso gli occhi un po’ di volte perché non ci credevo neanche io.

“Sì che li vedi. Lo sapevo che anche tu avevi il dono. Senti che bella brezza che entra dalla finestra. Aria di mare, senza il minimo dubbio. Se non ci fossero tutte queste macchine che vanno avanti e indietro potremmo anche sentire il rumore delle onde e il profumo del mare”.


Bambino affacciato alla finestra

Mi sono alzato dal letto e sono corso di nuovo alla finestra, perché quell’aria la sentivo davvero. Ho guardato, ma c’erano sempre e solo le torri di Tor Bella Monaca.

“Chiudi gli occhi. Adesso ascolta bene sotto al rumore delle macchine. Senti le onde? Si sentono poco, perché il mare non è mosso oggi”.

“Zitto nonno, sennò non sento”.

All’inizio c’erano solo le macchine che correvano e le persone che urlavano, ma piano piano queste sparivano e arrivava il rumore del mare, e sentivo anche il suo profumo. Ho sorriso e nonno lo ha visto.

“Adesso apri gli occhi”.

Ancora le torri, però il suono e il profumo c’erano ancora.

“Concentrati”.

Ho guardato meglio strizzando gli occhi e ad un certo punto il mare era lì. Lontano lontano, ma c’era.


“Damiano, dobbiamo tornare a casa. Saluta il nonno”.

La voce di mamma arrivava da lontano, come quando al mare mi chiamava per tornare a casa.


Sono corso dal nonno e l’ho abbracciato.

“Nonno, posso tornare a vedere il mare?”

“Certo che puoi tornare, e la prossima volta lo guardiamo insieme”.

Gli ho dato un bacio sulla guancia e sono andato verso la porta. Guardando nello specchio ho visto di nuovo il nonno ancora giovane, ma i mobili erano sempre quelli.

Però il rumore del mare mi ha accompagnato fino a casa.


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