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Ma torna... e se torna...

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 2 ago 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 4 ago 2023


Bolle di sapone contenenti elementi vari si sfaldano


Di nuovo un salto indietro nel tempo, stavolta nell'ottobre 2007. All'epoca il titolo risuonava una frase di Francesco Nuti in "Madonna che silenzio c'è stasera" (lì non era "torna", ma "telefona"). Una semi-citazione di un film che mi piace, e che ora potrebbe suonare come un omaggio a un autore che mi piace. Nelle righe che seguono troverete la storia di un uomo, decidetene voi l'età, lasciato dalla donna con la quale aveva avuto una relazione. Un uomo ancora innamorato che sogna il suo ritorno. Un uomo molto diverso da quelli presenti nelle cronache degli ultimi anni. Lui ancora pensa a lei, ma la ama, quindi non ne diventa lo stalker e non pensa neanche per un attimo a farle del male. Si è fatto piccolo nel suo dolore e ci si nasconde dietro. Si potrebbe dire che anche questo è sbagliato. Giusto, ma provate voi a vivere senza un pezzo di cuore. Ci vuole del tempo a ricostruirlo.

Anche in questo caso troverete il podcast con la lettura del racconto, i cui link trovate in fondo al racconto, o che potete ascoltare nella pagina "Podcast" di questo sito. Stavolta però non ho brani da consigliare per l'ascolto. Se avete qualche consiglio, magari scrivetelo in commento al racconto.

Buona lettura e buon ascolto.



Ma torna... e se torna...

Torna tutto quello che hai sognato fino ad oggi. Torna tutto quello che ti ha fatto vivere e poi morire. Torna la gioia, la spinta ad affrontare tutto quello che ti gira intorno.

Da allora non c'è mai stato un giorno in cui potessi dire che eri veramente felice. Hai pensato di partire, andare via. Ricominciare tutto, ma proprio tutto. Quello che succedeva non ti piaceva, o meglio, non lo potevi gustare appieno. Ne gustavi una parte, l'altra la tenevi per lei, o se la teneva lei.

Un paio di volte hai pensato quasi che ci potesse essere qualcun'altra. Ma subito, immediatamente, ti sei accorto che non stavi bene. Non c'era unione. Non c'era feeling. Non c'era niente. E allora la prima volta ti sei fatto aiutare dalla tua malattia e dalla sua pazzia a fuggire. E questo non ti è dispiaciuto. La seconda volta hai cercato aiuto dal silenzio, e l'hai trovato. E questo ti è dispiaciuto. Però sapevi anche che non ci sarebbe stato un gran futuro.

Ci sarebbero stati turni di lavoro in ufficio sempre più lunghi, come il tuo viso quando lei non ti guardava. Un viso lungo che sarebbe sparito quando ti fossi sentito osservato, e allora avresti sfoggiato le tue innate abilità attoriali. Un sorriso così non si è mai visto, neanche nelle pubblicità. Ma prima o poi quel sorriso sarebbe sparito del tutto e anche lei si sarebbe accorta che non era quella la vita che immaginava, e, sicuramente, non sarebbe stata quella che immaginavi tu.

È questo il futuro certo a cui sei sfuggito. Hai risparmiato queste scene patetiche a te stesso e a lei. E poco importa se passi da stronzo, perché tu sai che lo saresti stato se non avessi fatto un passo indietro.

La prima volta hai scoperto che ti piace sentirti apprezzato, ma questo non è amore, come non lo è neanche una scopata.

La seconda volta hai scoperto che anche fare del male può essere un segno d'affetto, e fai del male perché hai capito che l'affetto non è amore.


Ma torna... e se torna...

E se torna tu cosa farai? Già ti vedo dissimulare una durezza che non ti appartiene. No, hai ragione... ti appartiene quando la devi rivolgere a chi non è niente per te. In quel caso sei cattivo, e sfoghi tutta la cattiveria che ti porti dentro. E porrai delle false condizioni. Salvo poi cominciare a saltare da un lato all'altro della stanza, quando Lei non ti vede. E sarai felice? Chi lo sa. Sicuramente più di ora. E potrai goderti appieno tutto quello che ti succede, nel bene e nel male.


Ma torna... e se torna...

Anche se lo sai che non torna. Perché te l'ha detto. Perché sai che è fatta così. Perché sai che non è tipo da tornare indietro.


Ma torna... e se torna...

Però ti girano sempre in testa queste cinque parole, quasi volessi convincertene. Quasi non riuscissi a pensare ad altro. Quasi... Come quando hai una storia che ti gira in testa, ma non riesci a farla uscire da te perché non la senti completa, e sai che se la butti fuori a forza sarà lì, senza senso, incapace di darti la benché minima soddisfazione. E in questo momento tu sei la storia che qualcuno ha buttato fuori senza aspettare che completasse il giro del suo cervello. Non ti ha fatto girare abbastanza ed ora sei incompleto.


Ma torna... e se torna...

Ma torna? E chi lo sa? È una decisione sua, come lo è stata andarsene.

E se torna? E se torna s'apre il cielo e tu parti per il giro del mondo in 80 secondi. Il trip più bello della tua vita. Un ricostituente naturale.


Ma torna... e se torna...



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