Sich aufstutzender weiblicher Akt mit langem Haar
- Ivan Mattei
- 7 mag 2023
- Tempo di lettura: 1 min

Di Egon Schiele ho voluto privilegiare la tecnica del disegno, alla quale l’artista si affida per delineare in pochi, rapidi, sapienti tratti la figura femminile. Lei si mostra, in tutta la sua prorompente femminilità senza pudori, né imbarazzi. I suoi lunghi capelli mossi creano un effetto di grande naturalezza, così come la sua posa. Schiele osserva, spia, non visto, in tutto il suo voyeurismo la bellezza della donna e ci conduce, soggiogati e ammaliati nell’intimità della camera da letto e della fanciulla. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)
Lena si stava riposando sul letto dopo essersi dedicata un lungo momento di piacere. Le piaceva molto sentire il proprio corpo sotto le sue mani, quasi quanto quando ad accarezzarla erano quelle di un amante. Le piaceva il suo seno prosperoso ma ancora sodo, i suoi capezzoli pronti a prendere il proprio posto nel momento in cui venivano stuzzicati, il ventre morbido, le cosce frementi.
E le dava pari soddisfazione il riposo dopo quell’atto che lei viveva in maniera assolutamente naturale.
Per quello scattò spaventata appena sentì un rumore proveniente dalla cucina. Chi poteva essere entrato? Un ladro? Un amante che la voleva tanto intensamente da evitare la porta? Fosse stato quest’ultimo lo avrebbe mandato sicuramente via per non rovinarsi quel sapore che le era rimasto in bocca, come un caffè ben fatto che non vuoi far sparire.
Di colpo la porta accostata si aprì e apparve il suo gatto nero e magro come pochi se ne vedevano.
“Egon, piccolo mio. Mi hai fatto spaventare. Vieni dalla tua Lena”.
Il gatto saltò sul letto e si accucciò vicino al seno della sua padrona, che sorridendo tornò a chiudere gli occhi.



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