Donna nuda sul letto
- Ivan Mattei
- 9 giu 2023
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 13 nov 2023

Lucian Freud ci costringe a scardinare il nostro rassicurante concetto di estetica: una donna nuda, buttata sul letto, magrissima, quasi scarnificata nello sterno, si abbandona al sonno. Forse un sonno non riposante, non ristoratore, lo intuiamo dall’espressione, forse costellato di incubi, di demoni, di spettri, di angosce che la attanagliano.
Un iperrealismo descrive le vene ai suoi piedi, quasi fossero squarci e tagli sulla pelle viva, sembra quasi di poter percepire il pulsare del sangue.
Nessuna clemenza, alcuna delicatezza: l’erotismo di Freud è nudo e aggressivo, calci e pugni nell’anima. È un’attrazione di istinti, di umori, di selvaggio e puro istinto. Siamo creature ferine prima ancora di essere uomini e donne. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)
Editha era stanca. Stanca di essere usata, stanca di se stessa, stanca addirittura del proprio corpo che ora poggiava sul letto per ritrovare la forza di essere nuovamente stanca. Il cuscino le donava quel poco di morbidezza che cercava negli altri, ma che non trovava mai in se stessa.
Editha aveva conosciuto tanti uomini, nessuno dei quali le aveva donato gioia o piacere. Tutti la chiamavano “Editha lo straccio”, ma era uno straccio che usavano ben spesso, quando le loro mogli non gli davano più niente di quello che volevano. E allora si accontentavano, o almeno questo dicevano, di quella donna da poco.
Editha era stanca e l’unica cosa che voleva era dormire e farlo da sola, come sempre.
Senza sapere che Lucian, quello che tutti consideravano il matto del paese, era uscito di senno per amore di quella donna che non se ne era mai accorta.





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