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Crisi - Capitolo 10

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 10 ott 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Folla in un centro commerciale

29 Maggio2012


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Era arrivata la nuova rata dell’assicurazione della macchina. Avrebbe portato via buona parte del budget mensile, e avrebbe obbligato a intaccare i risparmi per poter mangiare e pagare affitto e un paio di bollette.

Stavolta ci si sarebbe mangiati buona parte di quei risparmi tanto sudati.

Pensarono a lungo se rinnovare o no l’assicurazione.

Era vero che l’automobile serviva a Marta per poter andare al lavoro con più calma e per tornare a orari decenti. La usavano anche per andare a fare la spesa, d’altronde. Insomma, bisognava pagarla e basta.

La tensione in casa cresceva sempre di più e aumentavano contemporaneamente le scuse per qualche parola fuori posto. Marta aveva deciso di scendere a un libro al mese. Se avesse voluto leggere di più si sarebbe rivolta alla biblioteca comunale. Adelmo era riuscito a vendere un paio di modellini, ma senza dirlo a sua moglie.

Doveva reintegrare quanto aveva speso per i gratta e vinci, che, anche se li aveva riportati a 2€, non lasciavano più il passo al Superenalotto nel fine settimana, bensì vi si aggiungevano. Adelmo era cosciente del fatto che quei soldi servivano, ma una nuova vittoria di 50 € gli aveva dato fiducia, oltre a coprire un leggero buco nelle spese che altrimenti avrebbe dovuto giustificare a Marta.

Intanto avevano deciso di interrompere anche l’abbonamento alla pay tv. In fondo, le partite si potevano anche sentire per radio e i film non li guardavano mai.

Anche le visite al centro commerciale erano diminuite. Adesso avevano trovato un discount proprio vicino casa, nel quale facevano la maggior parte della spesa. Al centro

commerciale ci andavano la domenica per passare il tempo e unirsi ai “turisti del commercio”.

Era questo il nome che Marta aveva dato alla massa di persone che entravano nei negozi senza mai comperare nulla.

“Sono esseri mitologici. Si fermano davanti alle vetrine a guardare gli articoli che tanto apprezzano. Quelli più affamatisi mettono a guardare anche le cose che non gli interessano, tanto per passare il tempo. A volte penso al film Zombi e immagino che tutte queste persone, noi compresi, siano morti viventi che vengono qui per consuetudine, ma che non possono più comprare nulla.”

Adelmo la guardava sorridente.

“Meno male che dovrei essere io il pessimista della coppia” diceva a sua moglie, la quale rispondeva con un sorriso e un bacio.

Bastava quello a tirare su dei pomeriggi che comunque mettevano molta tristezza addosso.

E non è vero che mal comune è mezzo gaudio, perché guardare tutta quella gente nelle tue condizioni non ti risolleva neanche un po’.



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