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Crisi - Capitolo 12

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 25 ott 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Uomo entra in un sogno

Adelmo uscì di casa alla solita ora, dopo aver fatto colazione. Quella volta Marta era rimasta a casa a guardare il bambino. Lui era sorridente come non mai e tutto gli sembrava più luminoso in strada. Ma la strada non era la solita. A pensarci bene neanche il palazzo da cui era uscito era il solito, ma il benessere che Adelmo stava provando faceva in modo che non ci facesse caso. Si recò al solito tabaccaio per prendere il gratta e vinci. Tutto era normale, la tabaccaia somigliava a quella mostrata da Fellini in Amarcord, con quei seni che impegnavano tutto il busto. Il grande sorriso che occupava metà viso lo mise ancora più di buon umore. Senza dire una parola uscì in strada e passò in edicola, dove prese i soliti quotidiani. Con il resto grattò il gratta e vinci. Ovviamente non aveva vinto nulla, ma non era un problema. Si mise il biglietto nel taschino della camicia e proseguì per la sua strada sorridendo. Arrivato a un grande palazzo a vetri guardò verso l’alto e vide i colleghi della fabbrica sporgersi dal piano più alto e cadere verso terra sorridendo. Gli caddero a fianco e rialzandosi lo salutarono senza fare una piega. Adelmo raccolse l’euro che era caduto dalla tasca di uno degli ex‐colleghi e se lo mise nel taschino della camicia, che subito diventò rosso sangue. Sembrava pulsasse come un nuovo cuore. Adelmo strappò il taschino e vide che il gratta e vinci aveva avvolto completamente l’euro. Con attenzione Adelmo lo aprì e scoprì che dentro non c’era più l’euro, ma il suo cuore. Quindi lo buttò in terra, vicino a un tombino. Nel momento stesso in cui toccava terra Adelmo si sentì toccare su una spalla. Era Marta che sorridendo gli porgeva un caffè. Nella tazzina c’era però solo un altro euro, che Adelmo prese e si mise in tasca. “Questo è per dopo.” Marta sorridendo salì su una nave e si allontanò salutando suo marito. Adelmo si girò verso il palazzo, che si era trasformato nella vecchia fabbrica. Lui era già vestito con la tuta da lavoro ed entrò risoluto. “Sono in ritardo.” Si mise in coda davanti alla catena di montaggio e aspettò il suo turno per essere mangiato dagli ingranaggi che continuavano a lavorare da soli.

Adelmo si svegliò nel suo letto che Marta era già andata via. Con gli occhi sbarrati si guardò intorno, per accertarsi di essere veramente a casa. Tremava e non sapeva cosa fare per fermarsi. Ogni singolo centimetro del suo corpo bruciava e sembrava che la pelle gli si stesse staccando dalla carne. Il sudore lo ricopriva e stava già bagnando il letto. Riuscì a girarsi e a prendere il termometro. Dopo 5 minuti gli fu tutto più chiaro: aveva la febbre, con una temperatura che sfiorava i 40°. Si alzò a fatica dal letto, prese il cappotto e, ancora in pigiama, scese dal tabaccaio a comprare un gratta e vinci. Quindi tornò a casa e si gettò stremato sul letto. Al rientro Marta lo trovò che delirava, con la febbre che era salita a 41° e il biglietto del gratta e vinci in mano.





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