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Crisi - Capitolo 20

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 21 nov 2023
  • Tempo di lettura: 2 min


24 Dicembre 2012


• Monti sempre più possibilista per una sua candidatura alle prossime elezioni.

• Crollo delle vendite immobiliari.

• Berlusconi continua a imperversare in tv.


L’ultimo giorno di lavoro per Adelmo fu una liberazione. Mai si sarebbe immaginato che potesse essere così dura, tra fotografie con bambini pestiferi che tirano la barba al povero sventurato, adulti che sfottono e pause enormi in cui non puoi fare nulla che stare seduto a suonare la tua campanella. Non troppo forte sennò le cassiere si lamentano.

E intanto vedere tutti quei carrelli pieni che ti passano davanti.

E a quei carrelli Adelmo aveva fatto i raggi x, notando che la maggior parte delle persone comprava sì tanta roba, ma di marche sempre più sconosciute. Alcuni invece si limitavano a poche cose che mettevano subito nelle buste, quasi vergognandosi dei pochi soldi spesi.

Marta era passata una volta, nel tardo pomeriggio del secondo giorno di lavoro. Ne aveva approfittato per tornare a vedere il centro commerciale, che ormai non frequenta‐ vano più neanche da “turisti”. Aveva salutato suo marito molto discretamente, per paura che qualcuno potesse eccepire qualcosa.

Poi aveva continuato il suo giro, comprando appena una confezione di uova e un sacco di patate, con le quali avrebbero potuto cenare nei giorni seguenti.

I soldi di questo lavoro sarebbero arrivati la settimana successiva, giusto in tempo per comprare qualcosa in più per la cena di fine anno. Come l’anno precedente, Adelmo e Marta erano indecisi sul da farsi. Sarebbero potuti andare in piazza a festeggiare, o restare in casa come nei giorni normali.

Anche qui Marta aveva tirato fuori il suo umorismo, per poter affrontare la cosa con un minimo di sorriso.

“Potremmo approfittare dei botti di mezzanotte per leggere qualcosa risparmiando le candele.”

Anche le battute di Marta diventavano sempre più povere, ma Adelmo era tornato ad accoglierle con un bel sorriso.

E quel sorriso serviva a Marta molto più di quanto Adelmo pensasse. Quella mattina una sua collega le aveva chiesto il motivo per cui caricasse il telefono quasi tutte le mattine al lavoro. Marta, per non dire che a casa non poteva, aveva accennato a una sua cronica dimenticanza nel momento di andare a letto.

Ma il suo ego ne aveva risentito molto più di quello che si potrebbe pensare.

Un triste Babbo Natale suona una campanella in un centro commerciale


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