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I pensieri oscuri

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 27 ago 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 19 giu 2023



Il sonno non le aveva portato giovamento. Si sentiva nuda con se stessa, sola davanti ai suoi

pensieri bui che ciclicamente tornavano a disturbarla. Anzi no, non era un disturbo, ma una vera e propria molestia alla sua serenità.

Si trattava di cose con cui doveva fare i conti, questo è indubbio, ma voleva affrontarle con i suoi tempi, perché lei era padrona della propria vita e nulla poteva decidere per lei.

Con gli occhi chiusi vedeva se stessa dall’esterno, nuda sopra il suo letto, come un corpo inerte e vuoto. Quei pensieri oscuri la tenevano lontana anche dal proprio corpo e l’unica concessione che le facevano era contemplarlo a distanza.

Con uno sforzo immane che le tolse quasi ogni energia si girò, per dimostrare che era ancora forte, che la sua tenacia non le avrebbe permesso di soccombere al buio e all’incertezza. Bastò spostare una gamba da un lato per far sì che il suo corpo seguisse la sua spinta. Ma ancora non bastava, perché quei pensieri occupavano ancora la sua mente.

Allora le venne in mente l’elemento che poteva risolvere tutto: aprire gli occhi.

Aprirli non solo fisicamente, anche se la luce che dagli occhi arrivava al suo cervello già poteva nuocere in parte a quei pensieri che vampirizzavano la sua anima, ma anche metaforicamente per poter avere uno sguardo nuovo che senza dubbio avrebbe nuociuto a quell’insieme di idee, reminiscenze, considerazioni che sarebbero potute apparire, o anche sparire, sotto una luce nuova.

E allora riempì casa con le note che amava e si mise a leggere, perché la cultura è fonte che nutre la vita e porta il sereno anche quando non lo riusciamo a vedere.

La realtà si ripiegò su se stessa e si riaprì non come un semplice libro, ma come un tesseratto in cui le sensazioni risultavano amplificate. Le lettere non formavano più parole, ma concetti che esulavano dalla normale evocazione letteraria, e al contempo la esaltavano. E i suoi pensieri bui non ebbero altra soluzione che rintanarsi in un piccolo angolo che li schiacciò con la forza del suo pensare.

Bussarono alla porta. Lei sorrise, ma decise di non andare ad aprire. Un’occasione persa? Possibile, come è possibile che si sarebbe potuta ripresentare più avanti. Perché interrompere quell’esperienza che la riempiva, letteralmente? Lei era ancora nuda sul suo letto, ma si sentiva coperta da una sensazione di benessere che poco prima non avrebbe neanche immaginato potesse esistere.

Si addormentò con un sorriso pieno di serenità e non la risvegliò neanche il rumore di quel

qualcuno che era tornato a bussare. Un qualcuno che sarebbe tornato perché rapito da lei e dalla voglia di vedere il brillare dei suoi occhi, la sincerità del suo sorriso, la pienezza del suo seno, la completezza del suo essere.

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