La liseuse
- Ivan Mattei
- 20 giu 2023
- Tempo di lettura: 1 min

Jean Jacques Henner ci impietrisce per forza e potenza espressiva. Un nudo femminile intento alla lettura, su uno sfondo scurissimo, molto caravaggesco. Un gioco di luci e chiaroscuro degno di De La Tour per raccontarci un erotismo che lascia tutto all’immaginazione, quasi onirico. Si intravede il volto e la chioma rossa preraffaellita. Sembra quasi di assistere ad una liturgia: entriamo nell’alcova in religioso silenzio, consapevoli della sacralità del momento e di questa Venere concentrata e assorta, vestale dell’eros. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)
Géraldine e la lettura. Un’unione indissolubile.
Le dava piacere leggere, e per lei viaggiare tra quelle parole era come fare sesso con il miglior amante esistente sulla faccia della terra. Amava leggere completamente nuda sul suo letto, abbandonata alla scrittura di Jean Jacques, un autore conosciuto da pochi, ma che l’aveva conquistata da subito. Le sue frasi le donavano un piacere a molti incomprensibile. Frasi che penetravano il suo essere più privato, parole che le accarezzavano il pube, lettere che le titillavano i capezzoli con delicatezza, dandole addirittura una sensazione di piacevole solletico.
E alla fine di ogni frase, ogni volta che andava a capo, le sembrava di sentire due mani invisibili dedicarsi a una parte differente del suo corpo.
Fino a che la fine del capitolo non la portava a un orgasmo che solo le parole di quello scrittore avrebbero saputo descrivere.





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