top of page

La rinuncia

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 24 lug 2022
  • Tempo di lettura: 4 min

Quel giorno Simone, ateo convinto ma appassionato di arte, approfittò di un po' di tempo libero tra un incontro di lavoro e l'altro per entrare in una chiesa sconsacrata di cui gli avevano parlato tanto bene.

"Vedrai, ci sono degli affreschi fatti da un giovane pittore di queste parti. Non ha seguito completamente l'iconografia classica, ma sono un piacere per gli occhi", gli avevano detto.

Ed effettivamente Simone si sentì subito preso da quelle che poteva considerare, guardandole con il suo occhio di amatore ma non di esperto, delle vere e proprie opere d'arte. Erano immagini piene di gioia di vivere. Anche i martiri venivano rappresentati in un momento di gioia.

La maternità era rappresentata da una Madonna lontana da quello che si vedeva sempre in giro. Una carnagione leggermente più scura, come suo figlio che si nutriva al suo seno.

Una scena della passione particolare era raffigurata nell'affresco più grande. Un Gesù molto provato portava la sua croce con gran fatica. Una donna gli si era avvicinata per fargli bere dell'acqua dalle sue mani. E lui le sorrideva, con un sorriso carico di dolore ma anche di riconoscenza.

Il crocifisso dietro l'altare era l'unica cosa che poteva essere considerata classica.

Su uno dei banchi c'era un foglio. Simone si sedette e cominciò a leggere.

Nel foglio vi si spiegava che quella chiesa aveva rischiato di essere abbandonata quando era stata sconsacrata. Un gruppo di giovani del quartiere l'aveva simbolicamente occupata e, con grande rispetto del luogo, l'aveva usata per ospitare artisti in gravi difficoltà economiche. Gli affreschi erano stati creati proprio da quegli artisti.

"Non un giovane pittore, ma una serie di artisti", commentò a bassa voce Simone.

In quel momento sentì un forte tonfo proveniente da dietro l'altare. Alzò gli occhi e vide che il crocifisso era vuoto. Si alzò per andare a vedere quando da dietro l'altare comparve un uomo in tutto e per tutto somigliante al Gesù raffigurato nell'affresco della passione.

"Serve aiuto?", gli chiese Simone avvicinandosi.

"No, grazie", rispose l'uomo, "sono solo stanco".

"Credo qui si possa riposare tranquillamente. È uno degli artisti?"

L'uomo si mise a ridere.

"Non sono uno degli artisti e forse questo è il luogo dove posso riposarmi meno. Vedi quella croce?", disse indicando il crocifisso vuoto, "Ebbene, io sono inchiodato lì da oltre duemila anni. Inutilmente".

Simone non credeva ai suoi occhi né alle sue orecchie.

L'uomo cominciò a camminare.

"Io sono morto soffrendo per nulla. Lo scopo era valido, ma il risultato scarso. Tu non credi?"

"Io non credo. In tutti i sensi".

"Bè, in fondo non hai tutti i torti", disse l'uomo ridendo. "Evidentemente tu non pensi che per rendermi omaggio serva venerare il momento in cui ho sofferto di più. E hai ragione. Io non sono morto per questo. Come non sono morto per chiedere a chi crede in me, e almeno fosse solo a chi crede in me, una vita di privazioni".

Camminando l'uomo si fermò davanti all'affresco raffigurante la maternità.

"No, io sono nato e poi morto per ben altro. Le mie parole e le mie azioni dovrebbero essere da esempio per gli uomini, non quello che gli uomini vogliono far credere prendendo come spunto le mie parole e le mie azioni".

L'uomo toccò il volto della Madonna che sotto gli occhi di Simone chinò il viso ad accogliere la carezza.

"Caro... come ti chiami?", riprese l'uomo.

"Simone".

"Gesù, piacere".

"Non dovresti già saperlo?"

"Quello è mio padre", rispose Gesù strizzando l'occhio, "E poi un po' di forma bisogna sempre mantenerla".

Simone sorrise alla risposta. Gesù proseguì il suo discorso camminando.

Ora si trovavano davanti all'affresco raffigurante l'ultima cena. Un'ultima cena particolare. Tutti ridevano. Sembrava una cena tra amici.

"Io ho insegnato l'amore, ma mi sembra che non sia stato ben compreso. Tutte quelle battaglie in nome di mio padre o anche mio".

"Le crociate?"

Gesù prese una mela dalla tavola dipinta e cominciò a morderla.

"Magari. Quelle sono nulla. Che poi almeno quelli erano dei pazzi conclamati. Questi non lo sono e agiscono citando le mie parole o facendosi portavoce del volere di mio padre. No, io rinuncio. Non posso più sopportare simili comportamenti", disse Gesù sedendosi davanti all'affresco della passione.

Simone si mise a ridere.

"Perché ridi?"

"Perché pensavo fossi il modello di questi affreschi. Guarda quel Gesù. Sei tu".

"E infatti sono io. Non è esattamente il mio volto, ma sicuramente mi somiglia più del tipo biondo che si vede in giro".

"Bè, se sei veramente Gesù dovrei cominciare a credere in te. In fondo sarei l'unico dopo millenni ad averti realmente visto".

"Hai ragione, ma sei fuori tempo massimo. E poi non si crede in me soltanto perché mi si vede, e hai ragione tu che sono millenni che nessuno mi vede realmente, ma perché si condividono le mie parole. E, bada bene, non le mie parole interpretate da qualcuno, ma lette ed ascoltate interiormente, perché la verità di quelle parole e di quelle azioni è tutta là: dentro di te".

Gesù si alzò e, dopo aver bevuto l'acqua offerta dalla donna dell'affresco, tornò verso la croce. Una volta ai suoi piedi si girò verso Simone.

"Mi aiuteresti?"

In due tirarono giù la croce. Gesù se la mise in spalla e si avviò verso l'uscita.

"Dove andrai?", gli chiese Simone.

"Torno da mio padre".

"Perché ti porti via la croce?"

"Perché qui ci sono già io. Raffigurato in momenti in cui si legge l'amore e la gioia che il dolore di una croce non può trasmettere".

Detto questo Gesù si voltò ed uscì dalla porta. Simone gli corse dietro, ma una volta arrivato alla porta vide soltanto il solito traffico. Gli squillò il telefono. Era la persona con cui aveva l'appuntamento. Scusandosi per il ritardo si avviò.

Non dimenticò più quell'incontro e quando poteva faceva sempre un salto in quella chiesa sconsacrata, dove al posto della croce era stato dipinto un altro affresco con la resurrezione, con i volti di Gesù e della Madonna sorridenti.

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


© 2022 by Ivan Mattei. Proudly created with Wix.com

bottom of page