Libertà
- Ivan Mattei
- 20 set 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 6 ago 2023

Francesca comprese all'improvviso cosa stava succedendo. Le era stato rubato tutto, a cominciare dalla sua testa, dal suo cervello che le permetteva di discernere il giusto dallo sbagliato, i suoi occhi che usava per osservare il mondo d'intorno, la bocca che le permetteva con parole nette di allontanare il male.
Come avevano fatto se lei era sempre così attenta?
L'avevano presa da dietro, all'improvviso, senza lasciarle scampo.
Piano piano si era sentita annullare. Di lei era rimasto un involucro vuoto, un vestito che stava in piedi da solo a coprire il nulla. Un'apparenza che doveva rendere onore a ciò che la circondava e la teneva prigioniera e non a se stessa.
Qualcosa la fece risvegliare da quel vuoto. In mezzo a quegli spettatori senza viso che riempivano la sua vita si fece largo un volto. La guardava in maniera diversa, entrava dai suoi occhi ormai spenti e scavava al suo interno con parole dolci, senza mai nascondersi da lei, senza mai coprirle la bocca, o gli occhi.
Lei prese un lembo di quel vestito che era diventata la sua esistenza e lo tirò forte. Sotto apparve il suo ventre. Lo toccò, lo accarezzò, accompagnata dalla mano di quell'uomo con occhi sinceri.
Un altro strappo e apparvero i suoi piedi.
"Tu puoi camminare", le disse quell'uomo dalla bocca sorridente.
Con foga, affamata della vita che le era stata tolta, Francesca cominciò a strappare il resto di quei vestiti, per ritrovarsi nuda e fiera di se stessa.
Lui la guardò, le diede un bacio e le aprì la porta.
"Sei libera".
"Tu non verrai con me?"
"Io sarò sempre con te, ma senza coprirti la vita".
Lei gli sorrise e gli restituì il bacio, poi lo prese per mano e uscirono dalla porta di quel mondo insieme.



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