top of page

Male in me

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 17 lug 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

C’è questa battaglia tra qualcosa di poco concreto ed altro che come concreto è difficile descriverlo. Questo male in me che tira, squarcia, lascia senza fiato e con un vuoto immenso.

Come se un’enorme fenice di fuoco passando su un prato in fiore lasciasse dietro di sé nient’altro che terra bruciata.

E’ un male che hai dentro. Qualcuno potrebbe paragonarlo ad un cancro, ma sbaglierebbe. Il cancro costruisce la sua morte dentro di te, sostituendoti pezzo per pezzo. Se poi ti dice bene riesci anche a curarti e torni te stesso. Magari con qualcosa in meno, ma sempre te stesso.

No, questo è altro. Questo è un male il cui unico scopo è smontarti pezzo per pezzo. Ogni cosa che hai costruito, mattone per mattone, con tutto il sudore che potevi tirare fuori nella tua vita, lui te lo distrugge. Ti consuma fino a lasciare di te soltanto un involucro vuoto, senza più interessi, perché l’unico tuo interesse è ricostruirti pur sapendo che non ci riuscirai mai, senza più pensieri, perché la tua mente ha perso ogni capacità di elaborare quanto ti succede intorno, senza più te stesso, perché sei scomparso sotto la sua spinta nullificatrice.

E non puoi combattere perché se lo fai aiuti quel cavaliere a toglierti di mezzo, perché quel cavaliere sei tu.

Ciao pa’. Ti ho visto scomparire davanti ai miei occhi. Da piccolo mi sembravi un gigante, poi sono cresciuto e ti ho visto alla mia altezza, o quasi più basso, ma non più piccolo. Poi però ho visto il tuo corpo consumarsi, sostituito da un altro corpo che non eri più tu. Il tuo cervello non era più perché uno senza intelligenza, ma con la sola forza di conquista, lo aveva assimilato, senza saperlo usare. Ma poi il tuo corpo era finito. Eri diventato piccolo piccolo, forse per togliergli spazio e non farlo crescere di più.

Ti aveva fatto sparire alla vista, ma non alla mente.

Ora questo male in me ha contaminato tutto il mio essere, e sta cercando di portarmi via tutto, anche i più bei ricordi che mi servivano da sostentamento. Ha provato a far prendere il loro posto da qualcosa di brutto, ma so per certo che a breve mi toglierà anche quello.

Chissà se c’è ancora uno spazio in me che possa considerarsi libero da lui. Forse è questo quello che dovrei fare, come papà: togliergli tutto quello di cui ha bisogno.

C’è questa battaglia in me che non so come combattere tra qualcosa di poco concreto ed altro che è impossibile definire come concreto.

Post recenti

Mostra tutti

1 commento


augustopinto
18 lug 2022

E' un urlo ed un atto di coraggio metterlo nero su bianco! I tuoi occhi parlano per te! Sei cosciente del male che hai dentro ma che non distrugge il fisico ma la mente! Io per tirare fuori il dolore su mio figlio ci ho scritto un libro. Lo immaginavo come un urlo al dolore invece è divenuto un inno alla vita. Scrivere mi ha fatto capire che era il mio subconscio che voleva punirmi non lui anzi ... mi ha guidato nella stesura fino a farmi capire che c'è e mi ama e forse quel dolore è uscito al momento giusto per permettergli di manifestarmi la sua vicinanza! Scrivi cazzo non una paginetta ... abbiamo bisogno di te amico…

Mi piace

© 2022 by Ivan Mattei. Proudly created with Wix.com

bottom of page