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Marie Anne

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 24 nov 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Uomini e donne insieme contro la violenza di genere

"Marie Anne" concludeva la mia mini raccolta di racconti brevi sulla violenza di genere a sostegno del centro antiviolenza Marie Anne Erize di Tor Bella Monaca che rischiava di essere sfrattato.

Ovviamente è stato sfrattato. La politica ha vinto, e con la politica i maltrattanti, gli assassini. Dovrei scrivere che hanno perso le donne, ma sarebbe riduttivo. Abbiamo perso tutti.

E' un piccolo mattoncino, è vero, ma se serve a costruire consapevolezza, a far riflettere su questo tema purtroppo sempre attuale, come lo era quando lo scrissi, allora credo sia utile.

Questo racconto, come gli altri che ho già pubblicato, il corto in cui l'ho inserito, vorrei fossero divulgati, non perché li ho scritti io, ma per seminare piccoli semi, nella speranza crescano nel cuore, nell'anima, nel cervello di tanti, sperando ne siano ancora provvisti. Vorrei li leggesse chi parla tanto su questo tema, ma non fa niente di concreto, sprecando parole inutilmente.

Vorrei li leggessero quelle donne che soffrono per mano di persone che gli stanno vicino, troppo a livello fisico, per niente a livello emotivo, nella speranza che anche da qui possano prendere un po' di quella forza che gli serve per reagire, fuggire, denunciare.

Vorrei infine la cosa più difficile del mondo: che li leggessero quanti usano violenza contro le donne, nella speranza che queste parole li mettessero davanti a uno specchio e riconoscessero i mostri che sono. Vorrei che li leggessero coloro che, in questo momento, hanno in animo di picchiare o addirittura uccidere le persone che li hanno amati o che li amano ancora nonostante tutto e che le parole che ho scritto li fermassero.

***


Io sono Marie Anne, e sono morta.

Sono morta perché combattevo battaglie sociali per gli altri, sono morta perché aiutavo chi era in difficoltà. Sono morta perché qualche politico ha deciso di farmi morire. Sono stata rapita, torturata, violentata, uccisa e fatta sparire.

Io sono Marie Anne, e sono viva. Sono viva nella memoria dei miei parenti, sono viva nelle parole di chi racconta la mia storia. Sono viva nelle opere di un centro antiviolenza che qualcuno ha voluto cacciare, violentare, uccidere e far sparire. Qualche politico lo ha deciso e la storia si ripete.

Io sono Marie Anne, e lotto ancora.

Lotto per quelle persone che vengono socialmente stuprate, lotto per chi vuole resistere ed esistere. Lotto per gli ultimi, non perché siano i primi ma perché semplicemente siano.

Un centro antiviolenza non è un apparato di stato. Un centro antiviolenza per prima cosa deve essere libero. Una dittatura vuole il controllo totale su quanto viene fatto nel territorio che considera suo.

Io sono Marie Anne, sono morta ma vivo ancora negli occhi di quelle persone violentate fisicamente e psicologicamente che cercano aiuto in un centro che può essere la loro sola speranza. Un centro che una volta che nasce deve camminare sulle proprie gambe, senza che nessuno si adoperi per spezzarle.

Io sono Marie Anne. Noi siamo Marie Anne.




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