top of page

Modella (su sfondo blu)

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 24 lug 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Donna nuda davanti a una tenda blu
Натурщица (на синем фоне) di Natal'ja Gončarova

Una donna, la russa Natal'ja Gončarova, offre lo sguardo per indagare il femminile. È il 1910, l’artista espone una serie di nudi e viene censurata, accusata di pornografia; non demorde, prosegue il suo percorso, diviene una delle “Amazzoni dell’Avanguardia”, ritrae, osserva, racconta, sonda l’erotismo femminile con una forza fuori dagli schemi e i cliché: quella che ritrae è una donna muscolosa e impavida, che gareggia con l’uomo al quale non invidia nulla, che unisce il maschile al femminile, in cui i nervi pulsanti sono quelli di una donna che lavora, che suda, che fatica, autonoma e fiera. Natal'ja fonde la vivacità cromatica di Matisse con le geometrie di Picasso per restituirci un erotismo primitivo, spogliato da qualsivoglia artificio, orpello, belletto: pura anatomia resa con una pennellata nervosa, calligrafica, netta, squadrata, in cui la dolcezza e sensualità tradizionalmente femminili cedono il passo ad una donna nerboruta, atletica, forte che basta a se stessa, vitale, energica, primordiale, eterna.

(commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)

Natal'ja si ergeva in tutta la sua possanza nella stanza blu che aveva eletto ad alcova. Vi accoglieva tutti quegli oggetti che pretendevano di farsi chiamare uomini, e che lei usava per il proprio piacere, quando riuscivano a farglielo raggiungere. Chi non ci riusciva era bandito per sempre da quella stanza e prontamente rimpiazzato da un altro oggetto qualunque.

Era questa la sua vendetta per aver perso la sua donna, perché Irina era sua e di nessun altro. Fino a che non si era presentato quella sottospecie di essere umano che era riuscito ad ammaliare la donna a cui aveva dedicato la sua vita. E da allora aveva deciso di farla pagare a tutti quelli come lui. Li adescava ovunque potesse, l’importante è che avessero l’anello al dito.

Alla fine dell’amplesso, quando li doveva cacciare via in maniera definitiva, gli fumava in faccia tutto il suo disprezzo. Il tempo libero lo passava facendo scoprire alle mogli di quegli oggetti chi avevano accanto.

Non le interessava di quelle donne e del dolore che potevano provare, anzi riteneva che avrebbero dovuto ringraziarla per aver rivelato la vera natura di quegli esseri.

Quella che lei aveva conosciuto suo malgrado.



Podcast Letterarte su Spotify

Podcast Letterarte su Amazon



Commenti


© 2022 by Ivan Mattei. Proudly created with Wix.com

bottom of page