top of page

Nudo di spalle (Controluce)

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 8 ago 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Donna anziana di spalle
Nudo di spalle (Controluce)

Chi ha detto che la sensualità e l'erotismo siano prerogativa esclusiva della giovinezza? Sembra pensarla così Umberto Boccioni che sceglie di rappresentare un ritratto della madre nuda di schiena. A suo modo, si tratta di un messaggio di grande modernità. Lei, serena, adagiata sulla sedia, il braccio appoggiato allo schienale, il viso di profilo, osserva e si osserva. Appagata, non ha più nulla da dimostrare né a se stessa né agli altri. Soddisfatta di ciò che ha realizzato e della propria bellezza può finalmente concedersi di abbandonarsi alla staticità e al riposo e si lascia guardare e ritrarre.

La tecnica è già quella che precede il Futurismo e che consacrerà Boccioni come grande maestro: pennellate rapide, dai colori staccati, non mischiati sulla tavolozza, lil tratto allungato di matrice impressionista per imprimere un senso di movimento e di luminosità alla carnagione che, in questo modo, ci appare estremamente realistica. I capelli grigi raccontano di una vita già vissuta ma non per questo meno interessante o priva di femminilità o incapace di stimolare pensieri e sensazioni carnali e terrene.

(commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)

“Cosa stai facendo, che mi fissi così?”

“Guardo la tua bella schiena”, le rispose lui sorridendo.

Lei sorrise girando il viso dall’altro lato, come faceva sempre quando non aveva voglia di tirare su la mano per coprire la bocca. Un senso di pudore portato all’eccesso.

“E cosa vedi su questa bella schiena cadente?”

“Vedo la mia gioventù e sento di nuovo la tua pelle liscia”.

Lei scosse semplicemente la testa, puntando poi lo sguardo verso la finestra. Lui non la vedeva in viso, ma la ricordava.

“Pensa se vedessi il mio seno, ancora più cadente della schiena…”

“Rischierei di tornare bambino”.

“Ohilà, non sono mica tua madre”.

“No, sei la donna della mia vita. La persona con cui amavo giocare e divertirmi come quando ero bambino, anche quando facevamo… quello”.

Lei si girò un attimo a guardarlo. Si fece seria, perché lo vide nuovamente ragazzo. Tornò a puntare di nuovo lo sguardo sulla finestra, in modo che lui non potesse vedere le lacrime che le cadevano dagli occhi.



Podcast Letterarte su Spotify


Link al podcast su Amazon Music





Commenti


© 2022 by Ivan Mattei. Proudly created with Wix.com

bottom of page