Nudo femminile
- Ivan Mattei
- 23 mag 2023
- Tempo di lettura: 1 min

Il macchiaiolo Vito d’Ancona, meno celebre dei colleghi paesaggisti, ma altrettanto talentuoso, realizza “Nudo femminile”, travolgendoci con tutta la sua esplosiva sensualità. Una posa che nulla lascia all’immaginazione, che riecheggia i classici e la pulizia formale di Antonio Canova, senza però nascondersi dietro tematiche mitologiche o soggetti sacri; mostrando una donna abbandonata languidamente, sicura di sé, che nulla ha da giustificare o omettere. Un corpo femminile descritto in tutta la sua statuaria bellezza, che si allunga sinuosa, i capelli lunghi, sciolti, corvini che contrastano con il pallore dell’incarnato e del lenzuolo. Un olio su tela ad ampie campiture per accendere di luce una boiserie antica che fa pensare ad un’austerità senza tempo; forse un altrove al quale ci piacerebbe accedere, invitati benvenuti e accolti. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)
Dio com’è bella.
Vorrei avere dita di rosa per accarezzarla senza svegliarla. Ma io ho le dita sgraziate di un uomo e rischierei di rovinare il riposo che le sta rasserenando il viso.
Vorrei annusare tutto il suo corpo pregno dei nostri odori.
Vorrei gustare tutto quello che ha lasciato il nostro sesso.
Vorrei tornare in lei per sentirmi di nuovo al sicuro.
Anche mettendo la mano a poca distanza dal suo corpo sento il calore morbido di donna piena di vita, di amore, di forza. Agnese si è donata a me con tutta sé stessa e io, non degno di tanto, non potevo far altro che dare quel poco che ho per ricambiare un dono così alto.
Ora dormi, regina della vita, veglierò io perché nulla possa turbarti.



Commenti