Nudo simultaneo
- Ivan Mattei
- 13 lug 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 25 apr 2024

Il caldo la faceva da padrone in quei giorni di Luglio, ma non era per quello che Maddalena era nuda sul divano della sua casa di campagna. Aspettava Umberto, quell’uomo conosciuto da poco, ma che le era entrato dentro grazie a chissà quale potere divinatorio. Quel giorno lo aspettava per lasciare da parte per una volta la dimensione intellettuale e incontrarsi con lui carnalmente, materialmente. Aveva deciso di aspettarlo così proprio per evitare qualunque tipo di approccio che non fosse nascosto dalla convenzione data da un abbigliamento che nel contesto di quel giorno era completamente fuori luogo. Il citofono aveva suonato. Era lui e Maddalena gli aveva aperto la porta per aspettarlo e donargli quella vista a lungo negata in quel breve tempo passato dal loro primo incontro. Lui entrò chiedendo permesso, come era abituato entrando nelle case e nelle vite altrui. Lei glielo concesse, indicandogli con il suono della voce il percorso da percorrere. Per Umberto entrare in quella stanza fu come penetrare in un’altra dimensione. Quel corpo adagiato sul divano attrasse non soltanto il suo sguardo, ma tutta la sua persona. Si fermò soltanto un attimo ad ammirare quelle gambe che salivano verso un ventre parimenti morbido e un seno grande e accogliente. Per un attimo il pensiero ebbe la meglio sulla bramosia del corpo. Si avvicinò a lei e con le mani percorse quel corpo, senza mai neanche sfiorarlo, nonostante la vicinanza permettesse di scambiarsi il calore accentuato dalla voglia. Ripeté lo stesso tragitto e alla stessa distanza con il naso per coinvolgere anche l’olfatto in quella scoperta. Fu poi la volta della bocca, con piccoli tocchi della lingua, per assaporare quel corpo fremente, fino alle labbra che percorse con un movimento circolare. Per ultimo toccò al tatto e le sue mani percorsero la pelle di Maddalena saggiando la consistenza di quelle gambe, la sofficità dell’addome per poi affondare letteralmente le dita in quel seno bramato. Fu allora che si baciarono e si lasciarono andare l’uno nell’altra.



E' UNA STANZA, UN LUOGO NON LUOGO E LORO PIù CHE CORPI SONO MATERIALIZZAZIONE DI UN PENSIERO, L'UNIRSI NON è SOLO FISICO è COME FOSSE IL LORO PRIMO APPUNTAMENTO IN UN BAR ...OVUNQUE