Quante vite hai?
- Ivan Mattei
- 11 ago 2022
- Tempo di lettura: 1 min

Davvero non hai capito cosa ti sto chiedendo? È inutile che mi guardi con quegli occhi spaventati, qui dovrei essere soltanto io ad avere paura.
Ogni volta che ti guardo ho la certezza di trovarmi davanti una persona diversa. Lo vedo dalle piccole cose, una parola detta in anticipo, una in ritardo, una sottaciuta.
Quante cose non so di te? Anche quando siamo insieme ho l’impressione netta di non conoscerti, perché so che presto sarai un’altra persona. Una persona che vuole la mia fiducia senza darmi la possibilità di averne. Anche ora che unisci la tua mano alla mia, con le nostre dita che si toccano, mi sembra di non sentire che qualcosa di freddo, senza pieghe, ma con una purezza falsa.
Mi impaurisce pensare a quante parole false mi hai fatto risuonare in testa senza passare per le orecchie, parole a cui ho sempre creduto perché le sentivo mie, come sentivo te d’altronde.
Ma poi quel tarlo ha cominciato a rodere ogni mia certezza, mangiava le parole lasciandone altre al loro posto, parole che raccontavano una storia diversa, storie che si accumulavano mischiandosi, cancellandosi a vicenda, lasciando al loro posto polvere di lettere.
Cosa è successo? Quando hai cominciato a cambiare? Quando hai preso piacere nel tradire la mia fiducia, quella di qualcuno che credeva in te più di ogni altro?
Avrei voglia di prenderti a pugni, di farmi male, di nascondermi a te, di cancellarti da me, ma so che torneresti nella tua interezza nei mille e più pezzi in cui la tua vita è scomposta e composta. Ti ho detto che mi fai paura? Ecco, cancellalo, perché è di me che ho paura.



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