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Schizzo

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 2 giu 2023
  • Tempo di lettura: 1 min


Gustav Klimt non poteva mancare, ma ho scelto un’immagine non immediatamente riconducibile alla sua produzione. Una grafica, carboncino e pochi, rapidi tocchi per imprigionare sul foglio un nudo di donna, ritratta in solitudine e totale relax. Si offre a sé stessa e allo spettatore e non ha bisogno di nient’altro. Mi suggerisce la splendida pellicola di “Scent of woman”: a tali livelli di talento e maestria, l’unica cosa che manca all’arte grafica è restituire il profumo e la sensazione della carezza sulla pelle. (commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)

Quello che di Sarah affascinava Gustav era quello strano senso di semplicità che fluiva dal suo essere. Strano perché a guardarla solo esteriormente lei era un intrico di fili che si andavano ad aggrovigliare davanti agli occhi dell’osservatore più disattento.

Eppure, a guardarla bene, con amore, con il coinvolgimento che solo ti fa riconoscere l’essenza stessa di cose e persone, Sarah era quanto di più semplice e bello potesse esserci. Forme morbide e lineari, tutte al loro posto, senza la voglia di esteriorizzare altro che quello che voleva apparisse.

L’aveva amata Gustav, e ora la ricordava per quello che effettivamente era e non per quello che aveva creduto di vedere. E si accorse che quella sua cecità gli aveva fatto sfuggire la bellezza di quella donna.










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