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Senza titolo

  • Immagine del redattore: Ivan Mattei
    Ivan Mattei
  • 7 lug 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Donna nuda coperta per metà soltanto da un telo
Senza titolo di Robert Auer


Il croato Robert Auer, artista non troppo noto ma molto interessante, racconta un erotismo lieve, delicato, mai ostentato. Le sue figure femminili sono fragili fanciulle, apparentemente timide, che seducono naturalmente, inconsapevoli del proprio potenziale. Non sappiamo se si tratti di modelle, prostitute, amanti; ciò che ci cattura è l’immediatezza espressiva e l’eleganza formale che lo accomuna a Gustave Klimt e alla Secessione viennese di cui Auer fece parte. Lo stile a cui attinge è un’Art Nouveau, un decadentismo raffinato in cui non occorre la posa artefatta o il dettaglio sontuoso e ammiccante per conquistare. L’abilità risiede nel mostrarci il corpo di una donna, con l’antico gioco del “vedo non vedo”, il braccio che segue la linea curva della vita e dei fianchi, una tunica scura che crea il contrasto cromatico col pallore della pelle ed un viso, armonioso ed espressivo, due tizzoni nerissimi gli occhi, incorniciato dai ricci corvini. Nessuno sfondo, nessun ambiente che possa fornirci le coordinate per orientarci. Restiamo, già sedotti, soli ad ammirare la femminilità.

(commento all'opera di Paola Giallongo, storica dell'arte)

Robert era preso dalla scrittura. Non aveva un soggetto ben preciso su cui scrivere, ma si lasciava andare al flusso delle emozioni provate poco prima con quella donna conosciuta da poco. Una donna che gli era entrata dentro con dolcezza e al contempo con la potenza di un uragano. Cosa gli avesse fatto non lo avrebbe potuto descrivere razionalmente e allora lasciava sulla carta parole che cadevano come gocce, senza alcun costrutto. Non era prosa, né poesia, e al contempo era entrambe le cose. Non c’era un titolo che potesse racchiudere quello che sentiva, ma solo l’essenza stessa di quei costrutti grafici buttati su carta.

E all’improvviso ecco Paula, come un’apparizione, coperta a metà da quella stoffa. Lo sguardo sereno a guidare un viso senza imperfezioni. Un seno che sfuggiva naturalmente a quel tessuto che lei usava per dare soddisfazione al suo pudore. Tutto intorno a lei svaniva, perché da lei era catturato lasciandogli soltanto la possibilità di vivere di riflesso.

Eppure era semplice, come il cielo, l’aria, le piccole gocce del mare, un punto su un foglio.

Robert capì allora che Paula era il titolo da apporre in cima al foglio che aveva accolto il suo sentire.




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