Studio fotografico
- Ivan Mattei
- 4 ago 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 25 apr 2024

L’estate rovente gli aveva fatto spostare il letto al centro della stanza, per approfittare della poca aria che entrava dalla finestra.
Avevano esaurito le forze con una serie infinita di baci, di abbracci, di sorrisi estasiati. Lui si alzò per prendere un po’ di acqua fresca. Arrivato alla porta si girò e la vide lì, immobile, sdraiata supina sul letto, stanca ma soddisfatta, sfinita ma contenta. Il suo sguardo era tutto per quel viso girato verso la finestra a cogliere ogni refolo perdesse la strada in quella calura ed entrasse per sbaglio in casa.
Fu un lampo, o meglio un flash.
Prese dallo studio la sua macchina fotografica e si mise dietro di lei senza farsi vedere. Aggiustò il fuoco per dare risalto al viso e lasciare leggermente sfocato il resto del corpo, perché quello era stato protagonista fino a pochi istanti prima, e ora doveva lasciare il posto ad altro. Tre scatti in sequenza catturarono quella scena. Poi altri tre presero la reazione al rumore dello scatto. L’ultimo colse quel sorriso per il quale lui aveva perso la testa.
Lei non si era arrabbiata per quegli scatti rubati, ne fu anzi divertita. Si mise a pancia sotto, piedi in aria e gli regalò quella che lei considerava la sua posa migliore, con uno sguardo malizioso che andava leggermente dal basso verso l’alto e la versione più smagliante di quel sorriso.
Quando lui avrebbe rivisto quegli scatti nel buio del suo studio per scegliere i migliori, si sarebbe accorto che aveva fermato momenti di storie diverse.
Nel primo si notava tutta la bellezza dei suoi pensieri. Pensieri che si riempivano soltanto del piacere che aveva appena provato. Uno sguardo verso il futuro che non voleva andare più in là di una finestra aperta.
Il secondo fermava il suo sguardo verso il sorriso, come se si stesse per addormentare, con addosso ancora l’odore del sesso che non voleva mandare via. Un odore che le avrebbe concesso un dormiveglia pieno di fantasie e soddisfazioni.
Il terzo incorniciava la sua felicità. Una felicità in quel momento senza pensieri, che avrebbe voluto prolungare per tempo indefinito.
L’ultimo scatto fu una sorpresa per lui. Non si era accorto che mentre lei si girava per mettersi in posa, anche lui si era mosso. Si era accucciato, così la foto era un bel primo piano di lei, del suo sorriso, dei suoi occhi e il corpo, già sfocato, spariva perché tutto il mondo in quel momento era all’interno di quella cornice che aveva finito di baciare da poco. Una fotografia che illustrava perfettamente un momento in cui esistevano soltanto lei e lui.



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