Una gita fuori dal comune
- Ivan Mattei
- 16 ago 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Oggi è un giorno speciale. Sono stato promosso e, come da promessa fatta, oggi papà mi porterà sul suo posto di lavoro. O meglio, dovrei dire CI porterà, perché abbiamo deciso di fare una bella gita insieme alla mamma.
Sono davvero emozionato. È tanto che sogno questo momento. Papà mi parla sempre del suo lavoro. Dice che a volte è emozionante, ma altre volte noioso. Però dice che è sempre utile, e che deve sempre stare all’erta per capire qual è il momento di agire.
Purtroppo, essendo per lui un giorno di ferie, non potremo prendere parte ad una delle azioni, ma mi ha detto che potremo comunque vedere cosa succede.
La mamma sta preparando tutto: panini, bibite e mascherine.
Papà la sta aiutando, caricando in macchina tavolo, sedie e tovaglia. Sarà un bel pic-nic!
Io intanto preparo la mia macchinetta fotografica. Me l’ha regalata un signore vestito di nero, con un naso lungo lungo. Diceva che fa fotografie speciali.
È ora di partire. Vedremo finalmente tutta la città dai suoi confini, ed anche l’oltrecittà, se siamo fortunati.
Si vede che papà conosce bene la strada. Complice la vicinanza con il Bordo, arriviamo in due secondi al Raccordo. Ci inoltriamo nel flusso di macchine, e papà ha già riconosciuto uno dei suoi colleghi. Lo saluta con un colpo di clacson.
Intorno a noi macchine di tutti i tipi camminano a differenti andature. I guidatori portano maschere ufficiali, mascherine non ufficiali. Di tutti i tipi, insomma.
Passano poche uscite, e troviamo il primo intoppo. Papà comincia a descrivermi di che tipo di ingorgo si tratta. Ormai è esperto. Fa il trafficante da 10 anni, e sta anche per avere una promozione. Fa i complimenti ai colleghi che hanno creato l’incidente e passiamo avanti.
Arrivati ad una piazzola di servizio ci fermiamo. Papà tira fuori il tavolo e lo apparecchia. La mamma mi mette la mascherina (è bellissima… sopra ci ha disegnato il distintivo dei trafficanti). Mentre sistema anche i panini io scatto un po’ di foto. Non vedo l’ora che vengano sviluppate.
Finito di mangiare ripartiamo. Papà dice che presto, o almeno prima di tornare a casa, troveremo un altro ingorgo.
Torniamo a casa sfiniti, ma felici della bella giornata trascorsa sul raccordo.
Mentre metto a posto la mascherina, ripenso al secondo ingorgo. Niente di che, una collaborazione tra colleghi poliziotti e trafficanti, ma che bell’effetto.
Ho deciso: da grande farò il trafficante, e renderò fiero il mio papà!



Commenti